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Direttiva Case Green 2024: come guidare i vostri clienti nella transizione energetica del patrimonio edilizio

La Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici ha reso ancora più centrale il tema della riqualificazione del patrimonio immobiliare. Per architetti, progettisti e tecnici non si tratta soltanto di conoscere nuovi obblighi: occorre saper tradurre il quadro normativo in scelte comprensibili, sostenibili e realmente utili per il committente.

Gran parte degli edifici italiani presenta consumi elevati, involucri poco efficienti e impianti datati. Per i professionisti preparati si apre quindi un mercato importante, ma anche più complesso: servono una visione d’insieme, strumenti di analisi affidabili e la capacità di coordinare involucro, serramenti, impianti e fonti rinnovabili.

Il quadro europeo e le principali scadenze

Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici
La riqualificazione energetica richiede una progettazione coordinata dell’intero edificio.

La Direttiva (UE) 2024/1275, conosciuta come EPBD, indica come obiettivo di lungo periodo un patrimonio edilizio europeo a emissioni zero entro il 2050. Il nuovo riferimento per gli edifici di nuova costruzione è lo Zero-Emission Building: un fabbricato con fabbisogni energetici molto contenuti, privo di emissioni in loco da combustibili fossili e alimentato, per la quota residua, da fonti pulite.

Lo standard è previsto dal 1° gennaio 2028 per i nuovi edifici di proprietà degli enti pubblici e dal 1° gennaio 2030 per tutti gli altri nuovi edifici. Il termine europeo per il recepimento delle nuove disposizioni era fissato al 29 maggio 2026; a luglio 2026 la Commissione europea ha avviato procedure nei confronti degli Stati membri per il mancato completamento della trasposizione. Per questo, prima di utilizzare il contenuto in una pratica o in una consulenza, è opportuno verificare lo stato della normativa italiana applicabile al momento dell’intervento.

Per chi progetta oggi, l’indicazione è comunque chiara: conviene anticipare requisiti futuri e predisporre edifici capaci di integrare fotovoltaico, accumulo, ricarica elettrica, involucro ad alte prestazioni e sistemi di gestione intelligente. Un immobile progettato con questa prospettiva riduce il rischio di diventare rapidamente obsoleto.

Come spiegare al cliente il valore della riqualificazione

Il committente spesso chiede se un immobile in classe energetica bassa potrà ancora essere venduto o affittato. Limitarsi a rispondere che non esiste un divieto generalizzato non è sufficiente. Il vero tema è la crescente differenza di valore tra edifici efficienti e immobili energivori.

Bollette più alte, minore comfort, interventi futuri inevitabili e condizioni finanziarie meno favorevoli possono rendere meno appetibile un edificio scarsamente performante. La consulenza dovrebbe quindi confrontare due scenari: mantenere l’immobile nello stato attuale oppure intervenire con un programma di miglioramento progressivo.

Un’analisi ben costruita considera investimento iniziale, risparmio energetico, manutenzione, miglioramento del comfort, conservazione del valore patrimoniale e incentivi disponibili. In questo modo il professionista non appare come un semplice esecutore, ma come il soggetto che aiuta il cliente a scegliere con cognizione di causa.

Valutare il patrimonio esistente e stabilire le priorità

Analisi energetica di un edificio esistente
La diagnosi iniziale permette di individuare gli interventi con il miglior rapporto tra costi e risultati.

Gli edifici realizzati nel secondo dopoguerra e prima dell’entrata in vigore delle principali norme sul contenimento dei consumi presentano spesso problemi ricorrenti: pareti e coperture poco isolate, ponti termici, serramenti superati e impianti dimensionati su fabbisogni molto elevati.

Non tutti i proprietari possono affrontare una riqualificazione completa in un’unica fase. Diventa quindi essenziale progettare un percorso modulare, evitando interventi che ostacolino quelli successivi. Sostituire i serramenti, isolare l’involucro e rinnovare l’impianto devono essere azioni coordinate, non decisioni indipendenti.

Nei patrimoni immobiliari composti da più edifici, la priorità può essere stabilita incrociando consumi, stato di conservazione, destinazione d’uso, valore dell’immobile e facilità di intervento. Un piano pluriennale consente di distribuire gli investimenti e di concentrare le risorse sugli immobili che offrono i maggiori benefici.

Dalla certificazione alla diagnosi energetica

L’APE è utile per descrivere sinteticamente la prestazione dell’edificio, ma non sostituisce una diagnosi finalizzata alla progettazione. Termografia, misurazioni della tenuta all’aria, analisi dei consumi e monitoraggi ambientali aiutano a distinguere le cause reali dei problemi dalle semplici ipotesi.

La modellazione energetica permette inoltre di confrontare più soluzioni prima di intervenire. Simulare diversi livelli di isolamento, tipologie di serramento e configurazioni impiantistiche riduce il rischio di sovradimensionamenti e consente di presentare al cliente risultati attesi più credibili.

È utile documentare il percorso con fotografie, rilievi, elaborati e verifiche successive ai lavori. Oltre a dimostrare la qualità dell’intervento, questa documentazione facilita la manutenzione e valorizza l’immobile riqualificato.

Isolamento e sostituzione dei serramenti
Isolamento, serramenti e posa devono essere progettati come un unico sistema.

Progettazione integrata: involucro, serramenti e impianti

I risultati migliori arrivano quando l’edificio viene considerato come un sistema. Migliorare un solo componente senza verificare gli effetti sugli altri può generare squilibri, condensa, scarso ricambio d’aria o impianti non più adeguati al nuovo fabbisogno.

L’involucro è il punto di partenza: isolamento continuo, correzione dei ponti termici, controllo del vapore e tenuta all’aria devono essere studiati nei dettagli. In questo quadro i serramenti hanno un ruolo decisivo, non soltanto per la trasmittanza del prodotto, ma soprattutto per il nodo di posa e per la continuità con l’isolamento.

La scelta del vetro, del telaio e della configurazione di apertura deve tenere conto dell’orientamento, delle dimensioni, degli apporti solari, del comfort acustico e della ventilazione. Anche un serramento molto performante può dare risultati deludenti se inserito in modo scorretto o non coordinato con il resto dell’involucro.

Dopo la riduzione delle dispersioni è possibile dimensionare correttamente pompe di calore, sistemi radianti, accumuli e produzione da fonti rinnovabili. Negli edifici molto ermetici va inoltre valutata la ventilazione meccanica controllata, necessaria per garantire qualità dell’aria senza vanificare l’efficienza raggiunta.

Nuove competenze e opportunità professionali

Progettazione della riqualificazione energetica
Il professionista coordina diagnosi, progetto, posa e verifica dei risultati.

La transizione energetica amplia il ruolo del progettista. Oltre alla competenza edilizia servono conoscenze impiantistiche, capacità di valutazione economica, familiarità con strumenti digitali e aggiornamento continuo sugli incentivi e sulle regole applicabili.

I clienti cercheranno sempre più spesso un referente capace di seguire l’intero processo: analisi iniziale, definizione delle priorità, progettazione, coordinamento dei fornitori, controllo della posa e verifica delle prestazioni. Chi costruisce oggi esperienza documentata su questi interventi potrà distinguersi in un mercato destinato a crescere.

Per i serramenti ad alte prestazioni è particolarmente utile il confronto con un produttore dotato di ufficio tecnico. La corretta definizione del prodotto, del vetro e dei dettagli di installazione può determinare la differenza tra una semplice sostituzione e un intervento realmente coerente con gli obiettivi energetici del progetto.

Contatta FAMM Infissi per un confronto tecnico sul tuo progetto di riqualificazione.